museo del Risorgimento

Un interno del Museo del Risorgimento

Tre strutture per un esempio concreto di museo diffuso nel territorio, a stretto contatto con la vita sociale e quotidiana della comunità locale. Il Museo, inaugurato nel 1994, dopo dieci anni di studi, dalla locale sezione dell’associazione Italia Nostra con l’apporto dello studioso Massimo Coltrinari, è situato su due piani del Palazzo Mordini ed offre al visitatore uno spaccato della società marchigiana nel risorgimento. L’esposizione è costituita da pannelli descrittivi che evidenziano i personaggi più importanti della campagna dell’Umbria e delle Marche, le vicende militari e sociali che portarono alla celebre battaglia del 18 settembre 1860 e da grandi carte geopolitiche che illustrano le fasi dell’unione dei territori italici prima e dopo il combattimento di Castelfidardo. Alla Battaglia, punto centrale del museo, sono dedicati molti pannelli con una minuziosa descrizione dello scontro dalle ore 08,00 alle ore 14,00. Le numerose armi da fuoco e bianche, donate da collezionisti e quelle raccolte sul campo di battaglia, illustrano la tecnologia bellica dell’epoca.

medaglia

La medaglia PRO PETRI SEDE detta “di Castelfidardo”

Tra la numerosa oggettistica, di rilievo, la medaglia “Pro Petri Sede” detta di Castelfidardo, l’ampolla di Pio IX e la tromba del XXVI Battaglione Bersaglieri “Castelfidardo”, nella cui sala del comandante (ricostruita all’interno del museo) fa bella presenza anche la storica bandiera dell’eroico Battaglione. Completano la collezione, vetrinette con le divise dei militari piemontesi e pontifici, alcune ricostruzioni in miniatura del combattimento, una nutrita esposizione di documenti, medaglie, dipinti, fotografie e statue in bronzo. L’attuale sovrintendente è il prof. Gilberto Piccinini, docente presso l’università di Urbino e presidente della Deputazione di Storia Patria per le Marche.

Le altre due strutture appartenenti al Museo sono:
- Il Monumento nazionale delle Marche in onore ai “Vittoriosi di Castelfidardo” situato nella collina di Monte Cucco e racchiuso dalle maestose cancellate “Degli Allori”
- L’Area della Battaglia, che comprende: la preistorica Selva, il Sacrario-Ossario dei caduti, i cippi commemorativi, le case coloniche storiche e la villa Ferretti di Castelferretto dove morì il generale pontificio Georges de Pimodan (oggi sede della Collezione d’arte Ferretti).