Ossario-Sacrario

Sacrario-Ossario dei caduti della Battaglia

Il Sacrario-Ossario dei caduti nella battaglia di Castelfidardo del 18 settembre 1860 è stato eretto ai margini meridionali della Selva di Castelfidardo, dove si svolse la fase più cruenta della battaglia. Fino al 1912 era il luogo della commemorazione, ma con l’inaugurazione del monumento ai Vittoriosi di Castelfidardo, venne gradualmente abbandonato. Nel 1980 l’Associazione Italia Nostra e il comune di Castelfidardo ripresero le celebrazioni a ricordo della battaglia e dei caduti, e nel 2010, in occasione del 150° anniversario, il comune ha provveduto al suo restauro in collaborazione con la Fondazione Ferretti. Dopo la disfatta dell’esercito Pontificio avvenuta attorno alle ore 14.00 del 18 settembre 1860, i feriti vennero trasportati nei pochi ospedali e nelle chiese di Loreto, Castelfidardo ed Osimo. Il giorno dopo furono raccolti i caduti e seppelliti nel campo di battaglia in due fosse separate, ma quella sepoltura così anonima non era dignitosa per le popolazioni marchigiane, sorse così l’idea di erigere un monumento.

particolare Ossario

Particolare della colonna centrale e di una delle piramidi tronche del Sacrario

Fu determinante l’impegno del sindaco fidardense di allora Attilio Sciava e dell’ingegnere Antonio Bianchi di Recanati. Aperta una sottoscrizione per reperire i denari necessari, il 27 settembre 1861 alla presenza di Umberto ed Amedeo di Savoia, fu posta la prima pietra. Molte furono le vicissitudini prima di completare l’opera, la spesa prevista venne superata di molto e i lavori si fermarono. Nel 1865 l’amministrazione provinciale di Ancona lo completò, riducendone le dimensioni così come lo vediamo oggi e sostituendo l’angelo in bronzo, previsto al centro del sacrario, con una colonna in marmo d’Istria. Il monumento è costituito da una piattaforma pavimentata quadrata di 12 metri sormontata da 12 piramidi quadrangolari tronche in travertino d’Ascoli collegate da spesse balaustre dello stesso materiale. Tramite due aperture contrapposte nelle balaustre si ha accesso alla colonna centrale, sotto vi è la stanza che custodisce le ossa dei caduti poste in avelli separati. Il Sacrario-Ossario ai caduti è un monumento di rilevante entità con una grande valenza simbolica ed iconografica tipica del pensiero risorgimentale. Nelle facce esterne delle piramidi troviamo scolpiti i nomi dei caduti piemontesi, perché la commissione reduci delle battaglie risorgimentali del 1848/49 indicò nel nome del caduto la sua memoria. I nomi dei caduti pontifici non vennero scritti, perché non li si conosceva, ma in loro memoria furono lasciate bianche le facce interne delle piramidi. Nel 1956 la nobildonna Maria Lucrezia Lepetit, duchessa Ferretti di Castelferretto chiese ed ottenne dal vescovo di Recanati di benedire il monumento e le spoglie dei soldati, e nella colonna centrale fu collocata una croce cristiana. Attorno al monumento vennero messi a dimora cipressi e siepi di alloro come cornice a quello che i nostri padri considerarono la prima forma concreta di condivisione e fratellanza tra gli uomini europei.