Villa Ferretti: sede della collezione d'arte

Villa Ferretti: sede della collezione d’arte

La parte più antica di Villa Ferretti era il casino di caccia della famiglia Sciava, costruito nella seconda metà del Settecento. La sua posizione sulla collina della Selva di Castelfidardo gli dà un fascino molto particolare: in effetti la villa, oltre che per le sue caratteristiche architettoniche, è interessante anche perché è circondata da un ampio bosco ricco di piante secolari. Oggi la collina è fortunatamente quasi intatta e vincolata da leggi regionali e patrimonio della Fondazione Duca Roberto Ferretti di Castelferretto.
La villa ha anche un’importanza storica perché si trova nel luogo della decisiva battaglia di Castelfidardo. Il 18 settembre 1860 le truppe Pontificie, comandate dai generali francesi Christophe de Lamoricière (1806-1865) e Georges de Pimodan (1822-1860), diedero l’assalto alla collina con l’intento di fermare i Piemontesi e di raggiungere Ancona. Ma il generale de Pimodan fu ferito mortalmente e fu trasportato nella villa dove morì e i Piemontesi vinsero la battaglia.
La villa fu acquistata dalla famiglia de Pimodan in ricordo del proprio antenato, poi dal Duca Roberto Ferretti di Castelferretto (1923–2005) che la restaurò e ampliò.
Grande collezionista d’arte italiana, il Duca Roberto Ferretti ha riunito un bell’insieme di opere legate alla storia della sua famiglia e all’arte nelle Marche. I pezzi più interessanti sono stati allestiti in una galleria privata, aperta al pubblico d’estate nei fine settimana.
Insistendo sull’aspetto proprio Marchigiano della collezione, la presentazione è articolata su tre temi. Una sala è organizzata intorno al ricordo della famiglia e del palazzo Ferretti di Ancona (mobili, marmi e disegni…), oggi Museo Archeologico Nazionale delle Marche. Poi una sala evoca il primato della Chiesa e mostra alcuni pezzi d’arte importanti legati all’arte sacra. Nella terza sala si vedono le opere d’arte, anche popolare, tipicamente marchigiane (quadri, mobili, dipinti, presepio…). Si può visitare anche la cappella della villa, con la lapide che ricorda la morte del generale de Pimodan.
In un’ora circa la visita alla collezione, che conta un centinaio di opere e documenti, dà l’occasione di scoprire a grandi linee le particolarità della storia e dell’arte nelle Marche.