Dafne laurella

Dafne laurella

Nome scientifico: Daphne laureola L.
Famiglia: Thymelaeaceae
Nome volgare italiano: Dafne laurella, laureola, pepe montano
Nome dialettale marchigiano: Fava dei lupi

Descrizione
Piccolo cespuglio sempreverde, alto al massimo 100-120 cm, poco ramificato e con corteccia, di colore grigio-roseo, incisa trasversalmente da evidenti cicatrici. Le foglie sono coriacee, lucide sulla pagina superiore, a lamina oblanceolata acuta e di colore verde-scuro; inoltre le inferiori sono piegate verso il basso, le medie patenti e le superiori, che persistono più a lungo, tendono ad essere erette. I fiori, verde-giallognoli e portati all’ascella dalle foglie superiori, sono riuniti in fascetti. I frutti (drupe), di forma ovoidale, sono inizialmente e per lungo tempo verdi, diventando neri alla maturità.

Biologia
Fanerofita cespugliosa. I fiori sbocciano da marzo a maggio ed i frutti, tossici per l’uomo ed innocui per gli uccelli, maturano dalla fine dell’estate all’autunno. L’apparato radicale, molto sviluppato, è bene fissato al suolo. Numero cromosomico: 2n = 18.

Distribuzione
E’ specie diffusa nell’Europa centro-meridionale e nell’Africa boreale. Vive in tutto il territorio italiano, ove è considerata specie non comune, fatta eccezione della Pianura Padana e di gran parte della fascia mediterranea più calda. Nelle Marche si rinviene nei boschi mesofili collinari e montani (300-1200 m di altitudine) mentre nella Selva è presente nel sottobosco in piccoli ed isolati cespugli.

Ecologia
Predilige stazioni non troppo soleggiate con terreni leggermente acidi, umidi e ricchi di sostanza organica; vegeta nei boschi di carpino nero, di castagno, di faggio e talvolta di leccio, purché bene conservati e con struttura arborea chiusa.

Note
E’ specie molto velenosa che contiene l’alcaloide dafnina. La corteccia ha proprietà vescicatorie, cioè provoca bolle sulla pelle. Diverse varietà sono coltivate nei giardini perché sempreverdi e particolarmente per il profumo dei fiori.