Berretta da prete

Berretta da prete

Nome scientifico: Euonymus europaeus L.
Famiglia: Celestraceae
Sinonimo: Euonymus vulgaris Miller
Nome volgare italiano: Fusaria, berretta da prete, corallini
Nome dialettale marchigiano: Fusaja, tintinella

Descrizione
Arbusto o alberello, alto 2-5 m, con rami, appena quadrangolari da giovani e rotondi da adulti, ricoperti da corteccia liscia, verde con punteggiature chiare inizialmente e grigio-rossastre alla maturità. Le foglie, caduche, opposte, allungato-lanceolate, brevemente picciolate e di colore verde-scuro sulla pagina superiore, diventano rosso-corallo intenso prima della caduta autunnale. I fiori, molto piccoli e con petali verde-giallastri, sono portati in cime ascellari peduncolate. I frutti, vistosi, formati da una capsula a quattro angoli e di colore rosso-scarlatto, aprendosi lasciano intravedere i semi giallo-arancioni.

Biologia
Fanerofita cespugliosa, talora arborea. Fiorisce in aprile-maggio, mentre i frutti maturano in autunno inoltrato.
Numero cromosomico: 2n = 64.

Distribuzione
E’ specie diffusa in Europa, Siberia ed Asia Minore. In Italia è comune in tutto il territorio, particolarmente nelle siepi e nei boschi di latifoglie submediterranee. Anche nelle Marche è abbastanza comune fino ai 1000 m di altitudine. Nella Selva si rinviene in esemplari isolati nel sottobosco e nel mantello.

Ecologia
Vive indifferentemente su substrati calcarei, arenacei o marnosi, purché siano moderatamente freschi e non troppo soleggiati, particolarmente nei boschi di carpino nero, di querce, di castagno, di leccio nonché nelle boscaglie che delimitano i corsi d’acqua.

Note
E’ un arbusto tossico per le sostanze velenose che contiene in quasi tutti gli organi, tuttavia, poiché è molto decorativo, viene coltivato insieme a varietà ed altre specie del genere Euonymus. Simile alla fusaria è Euonymus latifolius che però è specie molto meno diffusa (vive soprattutto nei boschi montani) ed ha foglie più grandi. Dal legno si ottengono carboncini da disegno.