Roverella

Roverella

Nome scientifico: Quercus pubescens Willd.
Famiglia: Fagaceae
Sinonimo: Quercus lanuginosa Thuill., Quercus nicotrae Lojacono
Nome volgare italiano: Quercia pubescente, roverella.

Descrizione
Albero caducifoglio, alto oltre 20 m, con tronco robusto e spesso tortuoso, rivestito da corteccia divisa in piccole scaglie più o meno quadrangolari. Le foglie, alterne e semplici, di forma ovato-allungata e di grandezza variabile presentano una lamina a lobi (poco numerosi) arrotondati, talvolta anche dentati, separati da insenature di leggera e media profondità. La pagina inferiore delle foglie giovani, per i peli che la ricoprono, è densamente pubescente e di colore bianco-giallastro, mentre la pagina superiore delle foglie adulte, che sono leggermente coriacee, si presenta liscia, glabra e di colore verde, appena lucente. I rami dell’annata, come pure i piccioli, sono molto pelosi. I frutti, acheni (ghiande), riuniti (1-4) su un peduncolo corto e peloso, sono rivestiti, per circa metà, da una cupola formata da squame triangolari, appressate e tomentose.

Biologia
Fanerofita arborea e cespugliosa. E’ specie monoica con fiori maschili e femminili riuniti in amenti. I frutti maturano nel corso dell’anno. Le foglie, tardivamente caduche, possono disseccare sulla pianta e cadere in primavera. Molto diffuse sono le forme ibride con altre querce. Si propaga per polloni radicali.
Numero cromosomico: 2n = 24.

Distribuzione
E’ specie con areale che si estende oltre che nel bacino del Mediterraneo anche nelle zone più calde dell’Europa media e dell’Asia minore. In Italia è comune soprattutto nelle zone più termofile della fascia submediterranea. Nelle Marche è diffusa sulle pendici collinari e pedomontane; nella Selva si rinviene anche in grandi alberi.

Ecologia
E’ pianta termofila e xerofila che vive sui terreni calcarei, ma vegeta bene anche su quelli marnoso-arenacei o argillosi, purché ben soleggiati. Forma boschi allo stato puro, sviluppati particolarmente sui versanti esposti a sud, che rappresentano le fitocenosi più termofile tra le formazioni forestali a latifoglie decidue. Vegeta spesso anche con il cerro, il carpino nero e, talvolta, il leccio.

Note
Tra le nostre querce è sicuramente la più diffusa. I boschi di roverella, per le periodiche e continue ceduazioni, presentano quasi sempre una struttura aperta, mentre quelli di alto fusto sono divenuti rari e ridotti a piccoli lembi. Esemplari plurisecolari sono distribuiti lungo le strade di campagna e sparsi nei campi. E’ specie protetta dalla Legge Regionale del 13 marzo 1985, n. 7 e successive modifiche.